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martedì 30 gennaio 2018

Voldemort: Origins of the Heir - Recensione

Dunque *lungo sospiro*, sono tornata e stavolta non con un libro bensì con un "film", se così vogliamo chiamarlo. Ebbene sì ho approfittato dell'influenza, perché il tredici gennaio è uscito finalmente in fanmovie su Harry Potter "Voldemort: the Origins of the Heir". Questo fanmovie non ufficiale è stato interamente prodotto da un gruppo di giovani italiani e mi sento di dirmi orgogliosa di ciò, poiché finalmente posso vedere una cosa "speciale" prodotta, per così dire, a casa mia e non all'estero come succede praticamente sempre.







Eviterò qualsiasi spoiler possibile.
Il film è un prequel che parla sostanzialmente di come nacque Lord Voldemort. Ad Hogwarts studiano quattro ragazzi che sono i quattro discendenti ed eredi delle proprie Case di appartenenza; naturalmente il celeberrimo "Erede di Serpeverde" già citato in "Harry Potter e la Camera dei Segreti" è Tom Riddle. Insomma, manco a dirle 'ste cose, si suppone che se siete dei veri fan le sappiate già! Il film però è ambientato nella sede russa degli Auror, dove la giovane erede Grifondoro Grisha McLaggen, catturata e arrestata, racconta sotto l'effetto del Veritaserum diversi flashback tra i quattro a scuola, di come vivessero gli altri alla fine degli studi e di come Tom, lavorando da Borgin & Burke, ovvero Magie Sinister a Nocturn Alley, fosse intenzionato a recuperare tutti e quattro i cimeli delle Case; cosa che, come ben sappiamo riesce a fare per creare i suoi Horcrux. Grisha si trova in Russia per recuperare il famoso diario di Tom, dicendo di essere l'unico modo per fermarlo. Ci riuscirà? Beh, guardate il film e lo scoprirete, perché se inizio con gli spoiler, non la finisco più!




Dunque, per essere un fanmovie completamente a stampo italiano ammetto, da brava fan di Harry Potter da ben diciassette anni, di essere molto orgogliosa di poter finalmente vedere qualcosa prodotto a "casa mia". Mi aspettavo di più, la sincera verità, perché ne sentivo parlare da tantissimo tempo e già i primi scorci venivano osannati tantissimo e dunque forse sopravvalutati. Non so molto sinceramente sulla produzione, quindi non posso sbilanciarmi più di tanto. Come ho già detto sono molto felice di poter finalmente vedere qualcosa di nostrano. Suppongo che un gruppo così giovane non avesse un grosso budget, ma sono del parere che sia assolutamente un buon prodotto. Gli effetti speciali sono bellissimi e ho notato una certa... non so come spiegarlo, ma la parola che mi viene in mente è fluidità. La storia ha senso, anche se c'è un buco nella trama che mi sarebbe piaciuto veder riempito: l'apertura della Camera dei Segreti, il Basilisco e la morte di Mirtilla Malcontenta. Ma non si può avere tutto, no? Diciamo che a conti fatti le cose che mi hanno fatto storcere il naso sono essenzialmente due. Iniziamo con la "supervelocità". Scusate ma davvero non so come chiamarla, perché o mi sono persa un pezzo, o non hanno ben spiegato di cosa si trattasse, in quanto non è assolutamente la classica smaterializzazione. Molto bello sì, lo ammetto, nonostante sia una cosa nuova e mi abbia leggermente turbata all'inizio non è poi così male! Invece la cosa che mi ha dato un po' più fastidio è il doppiaggio. Sono d'accordo sul fatto che avendo un doppiaggio in lingua inglese il pubblico sia decisamente più ampio, ma il fatto di sentire una voce incazzata e un' espressione che non è all'altezza di quel tono... insomma ci sono certe scene in cui dicono una cosa e ne dimostrano un'altra. A questo punto avrei optato per il doppiaggio italiano e sottotitoli vari; forse per noi italiani sarebbe stato un punto in più a favore. Ma pazienza, alla fine ciò che conta è che il film abbia finalmente visto la luce. In alcuni punti credo che manchi di originalità, ma da Serpeverde purosangue super orgogliosa quale sono, ci sono stati dei dettagli che mi hanno messo letteralmente i brividi, in senso positivo naturalmente. Se non l'avete visto e siete scettici, non aspettatevi chissà quale grande pellicola cinematografica, ma se siete dei fan con la mente aperta, non potete assolutamente perdervelo! 



C'è qualcosa che non mi torna alla fine del film. In mezzo alla neve c'è un uomo con un ragazzo che chiama Igor. Sarà mica Igor Karkaroff? Insomma, siamo in Russia, il nome è quello, facendo due conti due gli anni, forse. Mistero... 

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